The Essence of Slavery
SCHIAVITU’
.... Non ricordo come giunsi in quel luogo spettrale. Un immenso deserto di sabbia grigia e nera sovrastato da un cielo cupo del color della cenere che emanava una vanescente luce gialla e malata. Il profondo silenzio che permeava quel luogo era rotto solo dal sibilo sommesso di un vento gelido che portava alle mie orecchie le urla agonizzanti di lontani esseri morenti che non potevo vedere. Fetide gocce di pioggia mi colavano sul viso come fossero le lacrime degli invisibili schiavi che abitavano quel luogo oscuro. Dopo un tempo che non so dire cominciai a scorgere nella foschia all’orizzonte le sagome di inquietanti strutture dalla forma arcuata e continuando il mio lento cammino mi resi conto che ve ne erano moltissime, erano distanti le une dalle altre ma l’intero deserto ne era pieno. Mi diressi verso la più vicina tentando inutilmente di ripararmi da quell’odiosa pioggia e un senso di oppressione e debolezza cominciò a penetrarmi le membra. Non riuscivo a credere ai miei occhi, appesa a testa in giù al centro di quella arcana struttura ricoperta di simboli c’era una donna. Era immobile, legata da un infinità di catene che emanavano un lugubre bagliore rossastro. Mi inginocchiai per osservare il suo viso da vicino… era bellissima I suoi occhi erano semiaperti ma non poteva vedermi… era come se la sua mente fosse annegata in un mondo illusorio che solo lei poteva vedere. Non riuscivo a capire, mi appariva come un corpo al quale fosse stata imprigionata l’anima. Un moto di odio improvviso scosse il mio corpo e mi avventai su quelle catene nel tentativo di liberare quell’essere sofferente ma mi accorsi di non riuscire nemmeno a toccarle. Una forza che non potevo vedere mi sbalzò indietro con violenza e in un attimo il mio odio si tramutò in terrore.
Cominciai a correre pieno di un angoscia e una disperazione che mai avevo ritenuto possibili. Corsi finche le gambe non cedettero e mi accasciai al suolo .
Un ombra incombente smorzò la luce diffusa che illuminava quel luogo da incubo e io alzai lo sguardo nella sua direzione. Un essere impaludato in un pesante mantello nero e bianco mi guardava da sotto il cappuccio. Non riuscivo a scorgere il suo volto ma un terrore innaturale prese a scuotere il mio corpo fradicio.
Una terribile risata riempì la mia mente mentre la sua bianca mano fece un gesto nella mia direzione. – Ti aspettavo –
La terra tremò spaccandosi in un rombo fragoroso ed una nuova struttura ad archi come quelle che avevo già visto emerse a pochi metri da me. Era vuota…
- Ti do il benvenuto nel mio regno SCHIAVO. Il gioco della tua nuova vita inizia qui ! – Strisciai nella sabbia ansimando nel vano tentativo di allontanarmi - Se sei qui è perché hai deciso di giocare il nostro gioco….altrimenti non ti sarebbe stato permesso di entrare, lo capisci ? - No non riuscivo a capire… Il Nero cappuccio si fece bianco, e calò all’indietro mostrando le fattezze di colei che avevo scelto di adorare, la regina della luce era li di fronte a me ed un senso di beatitudine pervase il mio essere dissipando la paura e il dolore. - Vieni da me fedele cavaliere e aiutami nella mia eterna lotta, non lasciare che lei ti trovi .. – Afferrai con fermezza la mano che mi veniva tesa e in quell’attimo seppi che ero perduto.. L’immagine della nera signora dai rossi capelli si alternava a quella della signora della luce … occhi deliziosi e colmi di bontà si facevano lussuriosi e corrotti per poi tornare nuovamente pieni di amore… per uno brevissimo attimo intuii la verità poi un vortice di emozioni ed immagini alzo in aria il mio corpo … mi sentii capovolgere mentre pesanti catene si agganciavano alla mia anima….
|